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Il discorso tipico….

Il discorso tipico….

30 Ottobre 2025

Ho conosciuto Silvano Agosti con il suo libro “ Lettere dalla Kirghisia” diversi anni fa. Avevo letto già diversi testi di critica radicale alla nostra cultura dominante, ma quella di Agosti era una meravigliosa sintesi del mondo come dovrebbe essere.

Qualche anno dopo vidi un estratto di un intervista di Agosti con Luca Barbareschi andata in onda sulla Rai, se non erro. E i commenti sui social che impazzivano sul video pubblicato successivamente, erano di offesa, di incomprensione, di attacco frontale contro una grande verità che Silvano aveva sollevato in trasmissione: Come è possibile che accettiamo di sprecare la nostra vita lavorando, invece di dedicarla a vivere.

E leggendo tutti gli insulti degli haters mi è venuto in mente il “Discorso tipico dello schiavo”, un monologo di Agosti di diversi anni prima. Qui offre una critica radicale agli stili di vita moderni e a chi decide di sostenerli e accettarli perchè tanto “così fan tutti”. Secondo Agosti, infatti, per tutta la vita ci facciamo il discorso tipico dello schiavo, convincendoci di essere soddisfatti, che è giusto così e che non c’è altra via d’uscita. Non a caso ci ammonisce sul non mettere i fiori nelle nostre celle, altrimenti finiremo con l’amarle e perdere così il desiderio più importante: la libertà di vivere! Di seguito pubblico il testo di questo discorso:

Silvano Agosti: «Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura. Invece è semplicemente la peggiore. Beh, gli esempi sono nel cuore di ognuno, per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta?!
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “Pensa a questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno; per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire.
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta: “Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese ( di lire N.d.r.) bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”.
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte, e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l’amore, no?!
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno; sarebbe una vera tortura, e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?!
Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana, certo c’ho mica il mitra alla nuca, lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento”. Ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura un’aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è oggettivamente mostruoso, ma là dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.»

 Intervistatore: «Sì va be’ ma ormai è irreversibile la situazione».

Silvano Agosti: «Sì, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo, il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto: “Eh sì! Sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata, e come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori!”.
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”. Hai capito perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio? Perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo.
Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, no!
È un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e dà un po’ di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi. Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisogna accorgersi che siete tutti morti!