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I Pirati del Surf

I Pirati del Surf

19 Febbraio 2026

Così li ho chiamati dopo tempo, anni oramai, di incroci lungo la costa atlantica. 

Io arrivavo dal mio mondo del surf italiano, fatto di onde (poche), discussioni sul surf (tante) e tanta tanta passione. Purtroppo, il nostro mare non sempre è generoso in termini di onde, sopratutto nel periodo estivo. Aggiungiamo che il litorale laziale, che io ho sempre frequentato, è ormai molto trafficato e la presenza dell’elemento naturale è decisamente compromessa dall’attività umana.

Ma torniamo ai Pirati. Loro non amano gli spot affollati, prediligono quelli isolati, dove poter sostare dei giorni con i loro camper o furgoni (spesso molto datati) e con accesso ad acque frequentate al massimo da due o tre persone per volta.

Non sono individui da feste sulla spiaggia o musica, ma più inseguitori di un elemento meditativo, che l’oceano sa regalargli, cercando il più possibile di trasformare il rapporto con l’elemento naturale ad una condizione di intimità massima.

Mi ritrovai ad intendere questa essenza durante un piccolo viaggio in solitaria di qualche settimana, lungo la costa. Per ovvi motivi non si nomina la spiaggia né il luogo, in modo da poter preservare al massimo questa rarità.

Arrivai con il mio camper e nei pressi della spiaggia c’erano altri due camper parcheggiati; il mio “Marina Splash” è un vecchio motorhome del 1994, ma credo fosse il più giovane tra i tre.

I cani agivano liberamente lungo tutta la spiaggia e, dopo una rapida vestizione, ero già in acqua. Le onde erano assolutamente buone, ma ciò che rendeva magico il momento era la pace e la solitudine che regnavano su tutta la spiaggia. Non c’erano case, bar, resort o ristoranti.. solo tre persone che si dividevano 2 km di spiaggia.

Il surf fu meraviglioso e alla sera, mentre il tramonto era imponente, uno dei miei vicini accese un fuoco. Non fu un’ occasione per attaccare bottone o per iniziare chissà quale rapporto di amicizia, ma fu una grande occasione per sostare in silenzio mentre lo sguardo si perdeva all’orizzonte.

La mattina seguente mi alzai poco prima dell’alba e, dopo un caffè, mi concessi una lunga meditazione seduto sulla spiaggia, prima di tuffarmi nuovamente in acqua. Trascorse così qualche giorno e, ovviamente, facemmo quel tipo di amicizia che ci metteva d’accordo nel condividere quel paradiso, ma senza intralciare i bisogni di quiete e pace di ognuno di noi. Dopo tre, quattro giorni decisi di ripartire.

I Pirati sono i solitari, i primitivi, gli anarchici della costa atlantica; sono i rivoluzionari, proprio perché incarnano lo spirito naturale più autentico del surf. Surfano classico, non seguono le mode, non postano le loro foto su Instagram mentre entrano in acqua, difendono con il coltello tra i denti questi ultimi scampoli di natura e libertà, che ci fanno ancora godere di questa passione in maniera genuina.

Un solo consiglio: se incontrate un Pirata del surf lungo il vostro cammino, evitate di maltrattare l’ambiente circostante, potrebbe non prenderla bene..